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Malattia e licenziamento: l’errore che può costare caro a lavoratori e aziende

Malattia e licenziamento: l’errore che può costare caro a lavoratori e aziende

Molti lavoratori si ammalano spesso e temono che quelle assenze diventino il pretesto per un licenziamento “per scarso rendimento”. Nel 2026, con turni notturni sempre più diffusi nella logistica, nella sanità e nei servizi, questa paura è concreta… ma la legge dice qualcosa di molto diverso da ciò che molti credono.

La Cassazione ha appena chiarito un punto chiave: le assenze per malattia, anche numerose e dannose per l’azienda, non possono essere trasformate in un licenziamento mascherato per scarso rendimento, se non è superato il periodo di comporto e non c’è abuso della malattia.

Quando la malattia c’è davvero, il “scarso rendimento” non regge

Immagina un lavoratore di un magazzino a Bologna, spesso in turno notturno, che si ammala di frequente proprio in quei giorni. L’azienda registra un calo di produttività e decide di licenziarlo per giustificato motivo oggettivo, parlando di rendimento insufficiente. Sembra una storia normale? È esattamente la situazione che la Cassazione ha bocciato.

I giudici hanno ricordato che l’art. 2110 c.c. è una norma speciale: quando il recesso è collegato alle assenze per malattia, valgono prima di tutto le regole sul periodo di comporto. Questo significa che il datore di lavoro non può interrompere il rapporto solo perché le assenze pesano sull’organizzazione, finché il lavoratore non supera il limite di comporto previsto dal contratto collettivo.

Il punto decisivo è questo: lo scarso rendimento legittimo è quello collegato a una condotta imputabile al lavoratore, a una mancanza di diligenza o impegno. La malattia vera, certificata e non abusata, non è una colpa, anche se comporta seri disagi aziendali. Provare a “travestire” la malattia da scarso rendimento espone l’azienda a contenziosi costosi.

Il rischio nascosto per chi lavora (e per chi assume) senza accorgersene

Per molti dipendenti, soprattutto in settori usuranti come la sanità o i trasporti, questa decisione è un riconoscimento concreto: non puoi essere licenziato per scarso rendimento solo perché ti ammali spesso, se rispetti le regole e resti entro il comporto. È il classico “questo sono io” per chi vive con patologie croniche o turni notturni pesanti.

Per le imprese, invece, c’è un rischio spesso sottovalutato. Un licenziamento impostato male può essere dichiarato illegittimo, con reintegra o risarcimenti significativi, come mostrano vari casi seguiti dalle Corti d’Appello a Milano e Roma. In un contesto in cui, secondo ISTAT, l’assenteismo per malattia cresce soprattutto nei lavori a bassa tutela, sbagliare la qualificazione del recesso può pesare sui conti più di qualche mese di assenza.

Un controllo rapido che ogni azienda dovrebbe fare prima di licenziare per “scarso rendimento” è chiedersi, nero su bianco:

  • il calo di produttività deriva solo o prevalentemente da assenze per malattia?
  • è stato verificato se il periodo di comporto è stato davvero superato?
  • è mai stata contestata formalmente una condotta abusiva (es. certificati sospetti, attività incompatibili con lo stato di malattia)?

Se la risposta è “no” a queste domande, il terreno giuridico è fragile.

Per il lavoratore, invece, il segnale pratico è chiaro: conservare certificati, comunicazioni e documentazione sanitaria, soprattutto se si lavora con grandi gruppi (come Poste Italiane o catene della GDO) dove le politiche interne sono rigide, è spesso ciò che fa la differenza in giudizio.

Questa ordinanza della Cassazione non elimina i problemi organizzativi delle aziende, ma riafferma un principio semplice e attuale: la malattia è un rischio protetto dalla legge, non un difetto di rendimento da punire.

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Vanda Marra

Vanda Marra

Ciao, sono Vanda Marra. Da sempre coltivo una profonda passione per tutto ciò che è autentico: dalla terra che nutre le nostre piante ai piccoli misteri che rendono magico il quotidiano. La mia missione è condividere con voi trucchi pratici, antiche tradizioni e scoperte curiose per aiutarvi a vivere una vita più ricca, consapevole e serena. Benvenuti nel mio mondo, dove ogni giorno c'è qualcosa di nuovo da imparare!

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