Sempre più automobilisti vengono sanzionati in queste settimane non mentre scrivono al telefono, ma semplicemente per come lo tengono in auto. Con gli ultimi controlli “invisibili” del weekend, la Polizia Stradale sta puntando su telecamere e pattuglie in borghese per intercettare chi usa lo smartphone alla guida, sfruttando anche le novità del disegno di legge di riforma del Codice della Strada 2026.
Il nuovo giro di vite: cosa stanno facendo davvero le forze dell’ordine
Nel 2026 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Polizia Stradale hanno intensificato i servizi mirati nei fine settimana su autostrade come la A1 Milano–Napoli e la A14 Adriatica, ma anche su tangenziali urbane (Torino, Bologna, Roma). Secondo i dati diffusi da ACI e ripresi da diverse cronache locali, l’uso scorretto del telefono è tra le prime cause di incidenti per distrazione.
Il controllo è definito “invisibile” perché spesso non vedi la pattuglia classica con paletta: vengono usati:
- Auto civetta con agenti in borghese che osservano dall’alto il lato guida.
- Telecamere ad alta definizione montate su cavalcavia o portali, capaci di zoomare sul parabrezza.
- Bodycam e tablet a bordo delle pattuglie per verificare subito le immagini.
Il punto chiave è che non serve sorprenderti mentre scrivi: se dalle immagini risulta che stai tenendo il telefono in mano o tra spalla e orecchio, scatta la contestazione dell’art. 173 del Codice della Strada. Con la riforma in discussione e gli orientamenti restrittivi già applicati da molte Prefetture, l’importo può arrivare in pratica vicino ai 500 euro considerando:
- fascia massima della sanzione amministrativa;
- raddoppio in caso di recidiva nell’arco di due anni;
- eventuale pagamento oltre i 5 giorni, che fa perdere lo sconto del 30%.
In più ci sono punti decurtati dalla patente e possibile sospensione in caso di reiterazione.
Quando il solo “modo” in cui tieni il telefono ti mette nei guai
La parte più insidiosa, emersa anche in diverse sentenze di Giudici di Pace in città come Milano e Firenze, è che non è necessario dimostrare una telefonata in corso: basta la disponibilità immediata in mano.
Rischi la multa “pesante” se:
- tieni il telefono appoggiato sulla coscia con lo schermo verso l’alto, pronto da toccare;
- lo stringi in mano anche solo per pochi secondi mentre sei fermo al semaforo con marcia inserita;
- lo blocchi tra spalla e orecchio anche senza chiamata attiva evidente;
- lo tieni sul volante o sulla leva del cambio, collegato al cavo, e lo guardi per notifiche.
Gli agenti, nelle istruzioni operative diffuse internamente (richiamate da articoli de Il Sole 24 Ore e Quattroruote), sono invitati a descrivere con precisione nella contestazione la posizione dell’oggetto: “teneva il telefono nella mano destra, poggiato sul volante”, “guardava lo schermo posto sulla gamba sinistra”, e così via. Questo rende molto più difficile annullare il verbale.
Un dettaglio che molti ignorano: anche se usi Android Auto o Apple CarPlay, se durante la marcia prendi in mano il telefono per cambiare playlist o aprire un’app, sei comunque sanzionabile. Il sistema integrato è considerato regolare solo se il telefono resta fissato e non manipolato.
Come posizionare lo smartphone in auto per evitare sanzioni (e incidenti)
Per ridurre davvero il rischio, non basta un supporto qualunque comprato al volo al supermercato. Serve organizzare l’abitacolo in modo che, una volta partito, non ti venga nemmeno la tentazione di toccare il telefono.
Prima di mettere in moto, prenditi meno di due minuti per sistemare tutto. Entri in auto, chiudi la portiera, senti il “clic” della cintura che si aggancia e, prima di girare la chiave o premere Start, fai così: impugni il telefono con una sola mano, lo colleghi al cavo e lo agganci al supporto fissato alla bocchetta dell’aria o al parabrezza, leggermente sotto la linea di vista, in modo da non coprire la strada. Se senti che il supporto vibra molto o “scricchiola” quando tocchi lo schermo, è segno che è montato male o troppo in alto.
Poi imposti navigatore e musica: apri l’app, imposti la destinazione, alzi o abbassi il volume finché il suono non ti copre la voce del navigatore, e solo quando tutto è stabile metti la marcia. Da quel momento, non devi più toccare il telefono: se ti accorgi che stai per farlo, la regola pratica è semplice ma efficace: aspetta di trovare un’area di sosta, senti il rumore della ghiaia o dell’asfalto diverso sotto le ruote, metti il cambio in posizione di folle o P, tira il freno a mano e solo allora riprendi il telefono in mano.
Un trucco usato da molti istruttori di guida sicura, anche nei corsi sostenuti da ACI e da scuole guida affiliate: attiva la modalità “Non disturbare alla guida”. Ogni volta che senti la vibrazione di una notifica mentre sei in coda sul Grande Raccordo Anulare o sulla tangenziale di Napoli, ti ricordi che quella vibrazione non la puoi assecondare. In pochi giorni, il riflesso di “cercare il telefono” si attenua.
Se proprio devi usare il vivavoce, prediligi i comandi vocali integrati dell’auto o dell’assistente digitale: premi per un secondo il tasto sul volante, senti il “bip” di attivazione e parla senza mai staccare le mani. È il confine pratico che, allo stato attuale delle interpretazioni del Codice della Strada 2026, ti tiene al riparo sia dai 500 euro di multa sia da una distrazione che può costare molto di più.
