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Cometa di Pasqua 2026: come e quando avvistare la scia verde nei cieli italiani in queste sere di marzo

Passaggio della Cometa di Pasqua 2026: ecco dove guardare stasera per vedere la scia verde nel cielo italiano

Se alzi gli occhi al cielo in queste settimane del 2026, non stai vedendo “una stella un po’ più luminosa”: la cosiddetta Cometa di Pasqua è uno degli eventi astronomici più discussi dai media italiani, da INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica a Rai Meteo. Il picco di visibilità è proprio in questo periodo e, secondo gli aggiornamenti diffusi dagli osservatori di Brera (Milano) e Asiago (Vicenza), stasera sarà uno dei momenti migliori per cercare la famosa “scia verde” sul cielo della Penisola.

Dove guardare in Italia per vedere davvero la scia verde

Per aumentare le possibilità di vedere la cometa, la prima scelta decisiva è allontanarsi dalle luci artificiali. In pratica, se da casa vedi chiaramente le insegne dei negozi o i fari delle auto riflessi sulle facciate, sei in una zona troppo illuminata.

Le aree che gli esperti dell’INAF e dell’Unione Astrofili Italiani (UAI) indicano come ideali sono i cosiddetti “cieli bui”: entroterra collinari, altipiani e tratti di costa poco urbanizzati. In queste ore, i report meteo-astronomici segnalano condizioni favorevoli soprattutto su:

  • Alpi e Prealpi (Val d’Aosta, Trentino, Dolomiti venete) con aria limpida e cielo più stabile.
  • Appennino centrale (Sibillini, Gran Sasso, Terminillo) dove l’inquinamento luminoso è più contenuto.
  • Alcune zone interne di Sardegna e Basilicata, riconosciute da anni per l’ottima qualità del cielo notturno.

Una volta raggiunta una zona buia, è fondamentale orientarsi: secondo le effemeridi pubblicate in questi giorni dall’Osservatorio Astronomico di Roma, la cometa risulta meglio visibile bassa sull’orizzonte nord-est dopo il tramonto, salendo lentamente nel corso di un paio d’ore. Il colore verde è spesso più evidente a occhio nudo quando la cometa è ancora relativamente bassa, perché il contrasto con il residuo chiarore crepuscolare aiuta a distinguerla dal fondo cielo.

Il trucco da astrofili è arrivare sul posto almeno 20–30 minuti prima che faccia buio completo, in modo che gli occhi si abituino al buio: te ne accorgi perché, minuto dopo minuto, inizierai a distinguere sempre più stelle deboli che prima non vedevi.

Orari, condizioni meteo e trucchi pratici per non perderla

Per stasera gli orari indicativi, sulla base delle ultime tabelle diffuse da INAF e riprese da ANSA, sono questi: la fascia migliore è tra circa 45 minuti dopo il tramonto e le 23.00, con piccola variazione da Nord a Sud (al Nord un po’ prima, al Sud un po’ dopo). L’elemento davvero decisivo, però, è la copertura nuvolosa: anche velature sottili possono “lavare via” il colore verde, lasciando solo una luminosità diffusa.

Prima di uscire, conviene controllare l’app meteo che usi di solito e confrontarla, se possibile, con il portale di Meteo Aeronautica Militare: quando le due previsioni concordano su cielo sereno o poco nuvoloso in serata, hai buone probabilità di vedere qualcosa. Se l’aria è limpida lo sentirai anche fisicamente: la temperatura scende più rapidamente e l’orizzonte ti appare più “tagliente”, con profili di colline e palazzi netti.

Per l’osservazione non serve un grande telescopio: anzi, un semplice binocolo 7×50 o 10×50 è spesso più pratico. Quando lo porti agli occhi, muovilo lentamente in orizzontale: sentirai un leggero “scatto” nei muscoli del polso ogni volta che cambi zona di cielo di pochi gradi. Appena intercetti la cometa, noterai un nucleo più luminoso e una coda che sfuma, con un alone verdastro più evidente se resti fermo a guardare almeno 10–15 secondi.

Un dettaglio poco noto: se vuoi esaltare il colore, prova a coprire l’occhio dominante per 30–40 secondi (ad esempio con il palmo della mano) prima di guardare di nuovo la cometa con quel solo occhio. In molti casi il verde appare leggermente più saturo, perché la retina è più “ripulita” dalla luce ambientale.

Per organizzarti al meglio, porta con te:

  • Una torcia con luce rossa: ti permette di leggere mappe o impostare il telefono senza accecarti.
  • Un telo o una sedia pieghevole: dopo 10–15 minuti in piedi, la schiena inizia a irrigidirsi e smetti di guardare con attenzione.
  • Abiti a strati: anche in primavera la temperatura può calare di 5–8 gradi in un’ora.

Perché la cometa è verde e cosa aspettarsi davvero a occhio nudo

Il caratteristico bagliore verdastro non è un effetto “Instagram”, ma un fenomeno fisico ben documentato dalla comunità scientifica. Come spiegano le note divulgative pubblicate dall’INAF in queste settimane, il colore è dovuto alla molecola C₂ (carbonio biatomico) e, in parte, alla presenza di cianogeno nella chioma della cometa: quando queste molecole vengono colpite dalla radiazione solare, emettono luce soprattutto nel verde.

A occhio nudo, però, è bene tarare le aspettative: nella maggior parte delle città italiane la cometa apparirà come una stella un po’ sfocata, con una leggera sfumatura verdastra, mentre la coda sarà evidente soprattutto in fotografia o in cieli davvero scuri. Il salto di qualità si ha già con un binocolo: la coda diventa più chiara, come una pennellata che “tira” verso una zona del cielo, e il verde risulta più riconoscibile, soprattutto se confronti la cometa con stelle vicine che restano bianche o giallastre.

Un buon modo per capire se stai davvero vedendo la cometa è questo: osserva per almeno 2–3 minuti la stessa zona di cielo, poi guarda un’altra stella brillante nella stessa altezza sull’orizzonte. Se la prima fonte luminosa ti è sembrata più “morbida” e circondata da un alone, e se noti una leggera asimmetria verso una direzione, è molto probabile che fosse la cometa.

Per chi vuole un riferimento affidabile e aggiornato quasi in tempo reale, i siti dell’INAF e dell’UAI stanno pubblicando mappe del cielo e orari specifici per le principali città (Milano, Roma, Napoli, Palermo, Torino). Controllare queste mappe nel pomeriggio ti permette di sapere, con uno scarto di pochi minuti, dove puntare lo sguardo stasera e aumentare davvero le chance di vedere la scia verde attraversare il cielo italiano.

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Vanda Marra

Vanda Marra

Ciao, sono Vanda Marra. Da sempre coltivo una profonda passione per tutto ciò che è autentico: dalla terra che nutre le nostre piante ai piccoli misteri che rendono magico il quotidiano. La mia missione è condividere con voi trucchi pratici, antiche tradizioni e scoperte curiose per aiutarvi a vivere una vita più ricca, consapevole e serena. Benvenuti nel mio mondo, dove ogni giorno c'è qualcosa di nuovo da imparare!

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