Se il tuo cane rientra dalla passeggiata e in queste settimane di fine inverno-inizio primavera scuote la testa in modo insistente, si gratta l’orecchio o piange se lo tocchi, nel 2026 non è affatto raro che il problema siano forasacchi già “fuori stagione”. Le temperature più miti registrate da ARPA Lombardia e da altre agenzie regionali stanno anticipando la crescita delle graminacee, con spighette secche presenti già a marzo in molte zone d’Italia.
Forasacchi sempre più precoci: cosa sta succedendo e perché l’orecchio è a rischio
I veterinari dell’Ordine dei Medici Veterinari di Milano segnalano da un paio d’anni un aumento dei casi di corpi estranei nel condotto uditivo già tra marzo e aprile, soprattutto in cani che frequentano parchi urbani come il Parco Sempione a Milano o il Parco della Caffarella a Roma. Il forasacco, una piccola spiga secca con “barbette” unidirezionali, funziona come un arpione: entra, ma non esce.
Quando si infila nell’orecchio, il cane prova:
- fastidio improvviso, con scuotimento violento della testa
- testa inclinata sempre dallo stesso lato
- zampa che gratta in modo insistente l’orecchio
- possibile pianto o ringhio se provi a toccare la zona
Nel giro di poche ore il condotto può diventare rosso, caldo e maleodorante, segno di infiammazione o di otite in partenza. Secondo i dati riportati periodicamente dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, i corpi estranei vegetali sono tra le cause più frequenti di otite acuta nel cane nel periodo primaverile-estivo, con un trend di anticipo legato alle anomalie climatiche.
Cosa fare subito se il cane scuote la testa dopo la passeggiata
La prima cosa da fare è osservare con calma, per circa uno-due minuti, il comportamento del cane appena rientrati: se scuote la testa una o due volte e poi si rilassa, potrebbe essere solo acqua o polvere. Se invece il gesto si ripete ogni pochi secondi, con movimenti secchi e nervosi, va considerata un’emergenza “soft” da non rimandare.
In casa puoi procedere così, senza improvvisarti veterinario:
Muoviti in una stanza ben illuminata, meglio se con luce bianca diretta. Fai sedere il cane vicino a te, tenendo una mano sul petto per percepire se respira agitato. Con l’altra mano solleva delicatamente il padiglione auricolare: l’interno deve apparire rosa chiaro, leggermente lucido, senza punti neri o marroni scuri. Se noti una spighetta giallastra o marrone chiaro incastrata all’ingresso, non tirarla: spesso la parte visibile è solo la “punta” e il resto è già più in profondità.
A questo punto la mossa davvero sicura è chiamare il veterinario o una delle strutture aperte H24, come molte cliniche aderenti ad ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani), spiegando da quanto tempo il cane scuote la testa e se hai notato sangue o cattivo odore. In ambulatorio, in pochi minuti e con strumenti adeguati, il medico controllerà il condotto con l’otoscopio; spesso serve una sedazione leggera per evitare movimenti bruschi, soprattutto nei cani di taglia media e grande.
Un trucco spesso ignorato: mentre attendi l’appuntamento, limita i movimenti bruschi. Evita giochi di riporto o salti dal divano: ogni scossone della testa può spingere il forasacco ancora più in profondità, fino al timpano.
Come ridurre il rischio durante le prime passeggiate “calde” di marzo
La prevenzione, nel 2026, parte già dalle prime giornate sopra i 15 °C, quando nei prati lungo i marciapiedi o nelle aree cani comunali iniziano a comparire le prime infiorescenze secche, soprattutto nelle regioni del Centro-Nord come Emilia-Romagna, Veneto e Toscana.
Durante la passeggiata, osserva il contesto: se noti erba alta con tante spighette secche che sfiorano le caviglie, è il classico ambiente “a rischio forasacchi”. In queste situazioni, per i cani con orecchie lunghe e pendenti (Cocker, Setter, Spaniel) è utile accorciare leggermente il pelo interno del padiglione dal toelettatore, così da ridurre la superficie su cui le spighe possono agganciarsi.
Al rientro, dedica due-tre minuti a un controllo “di routine”, sempre nello stesso ordine, così diventa un’abitudine automatica:
prima passa la mano contropelo sulle zampe, sentendo se tra i polpastrelli qualcosa punge o graffia; poi controlla la zona ascellare e inguinale, dove la pelle è sottile; infine apri le orecchie e annusa: un odore neutro o leggermente “di pelle” è normale, mentre un odore acre o dolciastro è un campanello d’allarme.
Può essere utile tenere in casa:
- Soluzione detergente auricolare veterinaria: solo per pulizie di mantenimento, mai per “lavare via” un sospetto forasacco.
- Guinzaglio corto robusto: per controllare meglio il cane nei tratti di erba alta.
- Pettorina ben regolata: riduce gli strattoni al collo che favoriscono scatti improvvisi della testa.
- Numero del veterinario e di una clinica H24 salvati in rubrica: così non perdi tempo a cercare online nel momento di urgenza.
Un’ultima accortezza da “addetti ai lavori”: se il cane ha già avuto un forasacco in un orecchio, considera quella zona come “punto debole”. Nei mesi da marzo a settembre, programma controlli auricolari periodici (anche ogni 4–6 settimane) presso il tuo veterinario di fiducia; spesso, piccole irritazioni o residui vengono intercettati prima che diventino una vera otite o un’emergenza dolorosa.
